Pacific Division
LOS ANGELES CLIPPERS: Se i fans dei Clippers nel corso degli anni si potevano lamentare per lo scarso impegno della dirigenza nell’organizzare una squadra competitiva e talentuosa che potesse, non dico tanto raggiungere le finali Nba, ma per lo meno tentare di puntare ai PlayOff, quest’anno i tifosi rosso-blu non potranno di certo essere scontenti. Con gli acquisti di Chris Paul, Chauncey Billups e Caron Butler i “Velieri” sono andati a completare uno starting five (con Blake Griffin e DeAndre Jordan) davvero molto interessante, che possa puntare dritto ai PlayOff. Per una volta pare proprio che la stagione non debba terminare ad aprile, ma che finalmente possa andare anche oltre. Le chances di migliorare il record ai PlayOff ( ad oggi i Clips sono approdati solo due volte ai playoff, non andando mai oltre al secondo turno) sembrano piuttosto buone e salvo stravolgimenti, la squadra dovrebbe avere proprio quello nel mirino. Se i cambi dovessero essere all’altezza per poter far rifiatare le prime linee, (su Mo Williams non si discute) i Clips potrebbero spingersi anche oltre alla semplice apparizione ai P.O. L’ultimo acquisto della società , Reggie Evans, dovrebbe riuscire infatti nell’intento di portare un maggiore apporto difensivo in fase di cambi nel settore lunghi, per poter completare la squadra, anche se sembrano mancare un po’ di centimetri sottocanestro. Ad ogni modo, non possiamo che dire CLIPPERS UP
GOLDEN STATE WARRIORS: La dirigenza Warriors è, come tutti gli anni, una delle più attive sul mercato. Con un buon roster di partenza (in particolar modo il duo Ellis-Curry) i “Guerrieri” stavo cercando di rinforzare in particolar modo il reparto lunghi, dove negli ultimi anni ha sofferto sempre, anche a causa dei molteplici infortuni. La ricerca nello spot di centro era ricaduta su DeAndre Jordan, che però restricted free-agent è stato rifirmato dai Clippers. Visto che il mercato di quest’anno, tra la breve durata (con annessa ripatenza del campionato nel giro di sole due settimane) e la scarisità di possibili giocatori che potevano spostare gli equilibri di una squadra, la scelta alla fine è ricaduta su Kwame Brown, non un centro d’eccellenza ma comunque un giocatore discreto e di buona esperienza (decima stagione in Nba per lui). Inoltre, da segnalare, gli arrivi di Brandon Rush. (Indiana), Dominic McGuire (Charlotte) ed il rookie Klay Thompson, sono andati a coprire gli ultimi “buchi” nel roster, dando maggiore profondità alla panchina di coach Mark Jackson. WARRIORS UP
LOS ANGELES LAKERS: Quest’anno pare che a Los Angeles i Lakers dovranno sudare un bel po’ per poter stare davanti ai “cugini” Clippers. Se sulla sponda rossoblu son arrivati grandi nomi, in casa gialloviola i grandi nomi sono stati quelli dei partenti, o meglio del partente Lamar Odom. Infastidito dal possibile scenario di trade che poteva portarlo via da Los Angeles, facendo arrivare Chris Paul (poi finito ai Clippers), Lamarvelous ha espressamente richiesto alla dirigenza di essere ceduto, cosa avvenuta nel giro di pochi giorni, destinazione Dallas, in cambio di un ammontare di soldi che si aggira attorno ai 9 milioni di dollari. La cosa che a molti risulterà strana è proprio quest’ultima, ossia che non sia arrivato nessuno in cambio, probabilmente per far spazio nel salary cap, in vista della prossima estate, anche se al momento non si vocifera nulla di particolare. Unica nota positiva è che Josh McRoberts, potrà trovare più spazio di quello che si potesse aspettare e magari riuscire a confermare la buona stagione terminata ad Aprile, ad Indiana e la dirigenza LAL pagare 8,9 milioni in meno di luxury tax. Inoltre le vicenda legate al divorzio in casa Bryant, di certo non affievoliranno le luci sui Lakers, che saranno “distratti” dai media ancora di più. LAKERS DOWN
SACRAMENTO KINGS: Sacramento si conferma una delle squadre più giovani ed imprevedibili del campionato Nba. Anche quest’anno i Kings avranno un team composto da un gran numero di giovani. Tra i più noti troviamo sicuramente l’idolo di casa Tyreke Evans ed il sempre più conosciuto DeMarcus Cousins, non solo per le buone prospettive di crescita ma anche per le ultime notizie che lo vedevano in contrasto (o così si vociferava) con la dirigenza dei “Re”. Gli arrivi di John Salmons e di Travis Outlaw sono stati mirati per tentare di “invecchiare la squadra e portare un po’ di esperienza alla corte di coach Keith Smart (Westphal infatti è stato licenziato pochi giorni fa). Si prevede per loro un altro campionato di transizione, ma nonostante ciò si spera anche di vederli maturare per riportare alla ARCO Arena quelle sfide di prima classe che tanto mancano ai tifosi. La dirigenza ha deciso di costruire un team che possa crescere nel tempo ma per quest’anno sarà quasi impossibile riuscire a vedere i Sacramento Kings approdare ai PlayOff, se le carte in gioco rimarranno queste nei prossimi anni ci sarà da divertirsi, e magari riusciranno a tornare ai P.O. anche in un futuro non troppo prossimo. Al momento però non possiamo che elogiare il progetto e aspettare le stagioni a venire. KINGS UP
PHOENIX SUNS: A Phoenix negli ultimi 5 anni si erano abituati bene. I Suns erano con Nash, Stoudemire, Diaw e Marion una delle squadre più talentuose della lega. Nel corso degli ultimi due anni, le scelte (discutibili) della dirigenza hanno portato al disfacimento dei “Soli” di cui l’ultimo reduce della “vecchia guardia” è il solo Steve Nash. Per la prima volta dopo diversi anni la squadra di Alvin Gentry non è approdata ai PlayOff ed in questo mercato “natalizio” Nba di preseason l’unico vero colpo tentato è stato l’arrivo di Michael Redd, più una scommessa che altro visto gli ultimi campionati, dove il giocatore ex Milwaukee è sceso sul parquet dal 2008 al 2011 rispettivamente 33, 18 e 10 volte (per due volte infatti si è rotto legamenti del ginocchio sinistro). Non di certo un giocatore affidabile, dal punto di visto della condizione fisica e probabilmente anche fragile psicologicamente. L’altro acquisto arriva diretto dai Lakers, dove il free agent Shannon Brown ha deciso di cercare di ritagliarsi uno spazio maggiore (visto che ai Lakers aveva davanti un certo Bryant). Decisamente un buon giocatore dalla panchina anche se probabilmente i Suns avrebbero bisogno più di uno starter che di un sesto uomo. SUNS DOWN
Simone Griguol