Northwest Division
OKLAHOMA CITY THUNDER: Come ci si poteva attendere, in casa Thunder non sono arrivati grandi colpi dalla breve pre-season (con annesso mercato), se per alcuni team ciò significa “dirigenza passiva” per i Thunder ciò non si può dire. Coach Scott Brooks infatti dispone già di una squadra molto competitiva, di sicuro una delle prime 5 ad Ovest. Molto talentuosa e soprattutto giovane. I Thunder non necessitavano infatti di grandi colpi di scena per poter rimanere nelle parti alte della classifica. Dopo la Finale di Conference dello scorso anno, persa 4-1 contro i vittoriosi Dallas Mavericks, ad Oklahoma City di certo non possono che essere soddisfatti. L’arrivo del centro Kendrick Perkins lo scorso febbraio (per Jeff Green e Nenad Krstic) è andato a dare fisicità sotto canestro, cosa che mancava in casa Thunder. L’esperienza delle finali di conference sicuramente ha giovato e ha donato molta fiducia a Kevin Durant & Co., che sono e saranno in grado di fare un altro ottimo campionato. THUNDER UP
DENVER NUGGETS: Nonostante le molte partenze, Denver, anche quest’anno, è riuscita a formare un’ottima squadra. Le firme di Rudy Fernandez, Corey Brewer e le conferme di Arron Afflalo e Nenè Hilario non hanno di certo fatto sentire molto la mancanza dei partenti di JR SMith, K-Mart e Wilson Chandler. Questi ultimi tre infatti sono approdati in autunno nella lega cinese (qualcuno in verità è già uscito dal contratto, vedi K-Mart) in vista del lungo lockout della Nba. I Nuggets già dalle prime partite (di pre-season e campionato) sono apparsi molto in forma e promettono di dare molto fastidio per la corsa ai PlayOff, sicuramente non accontentandosi delle posizioni di “ripiego”. Coach George Karl potrà contare su di un team giovane e molto forte con una panchina davvero lunga. In tutti i ruoli sono presenti giocatori che farebbero ben poca fatica a trovare spazio per giocare in quasi tutte le squadre Nba. Manca solo una vera e propria star, un giocatore che possa mettere a referto quotidianamente 20-25 punti a partita, un giocatore su cui poter contare per poter affidare l’ultimo tiro della partita, ma chissà che questa “mancanza” non possa diventare un punto a favore per la squadra di coach Karl , dando un pizzico in più di imprevedibilità ad eventuali ultimi tiri! In casa Nuggets di certo non mancano buoni giocatori, sia sull’arco che dentro l’area! NUGGETS UP
PORTLAND TRAIL BLAZERS: I Blazers anche quest’anno punteranno a tornare ai PlayOff, come d’abitudine negli ultimi anni. Molto, sicuramente, dipenderà dalla condizioni fisiche dei loro lunghi. Infatti negli ultimi 2 anni, i Blazers si sono ritrovati a dove faticare molto sotto canestro per precarie condizioni di Oden e compagni (di reparto). Oden infatti spesso ha sofferto di problemi fisici che non gli hanno mai permesso di concludere una stagione con più di 65 partite giocate (le uniche due stagioni da lui giocate si sono infatti concluse rispettivamente con 61 presenze sul parquet e appena 21 lo scorso anno,senza tra l’altro far registrare cifre astronomiche nelle statistiche), stesso discorso vale per Marcus Camby che nelle ultime 3 stagioni tra Clippers e Portland ha giocato 51, 74 e lo scorso anno 59 partite). Il prematuro ritiro di Brandon Roy inoltre non ha facilitato le cose in casa Blazers, che dovranno fare a meno del loro leader in campo e negli spogliatoio. Le firme di Jamal Crawford e Kurt Thomas sono state appunto indirizzate dal fattore Roy (il primo) ed i continui acciacchi dei lunghi (il secondo). Se tutto però dovesse andare bene, come fin dalle prime partite i Blazers hanno dimostrato di poter fare, i playoff saranno una cosa non troppo difficile da raggiungere! BLAZERS UP
MINNESOTA TIMBERWOLVES: Se dovessimo parlare di squadre giovani e talentuose, potremmo partite, tra le tante squadre Nba, oltre che dai Thunders, anche dai Minnesota Timberwolves. I Wolves infatti con l’aggiunta (finalmente!) di Ricky Rubio nel roster, e l’acquisto di J.J. Barea hanno fatto decisamente un bel salto in avanti sotto l’aspetto qualitativo del gioco. I due forti play in arrivo, uno dalla Spagna e l’altro direttamente da Dallas, campione Nba, hanno infatti saputo dare una marcia in più al gioco dei “lupi”. Coach Rick Adelman, e assistenti, hanno subito notato infatti come l’inserimento di questi due giocatori abbiano giovato all’intera squadra, fin dai primi allenamenti. Se nel reparto piccoli mancava un po’ di solidità , di certo questo non mancava nel reparto lunghi, dove la presenza di Kevin Love, Darko Milicic ed il rinato Michael Beasley, hanno, lo scorso anno, sicuramente fatto vedere un buon affiatamento. L’acquisto di Brad Miller, di certo non più quello dei tempi d’oro, ma decisamente ancora un giocatore che può aiutare molto sotto canestro, è andato a perfezionare il reparto lunghi, sperando che gli acciacchi non lo perseguitino durante la stagione, come spesso è capitato negli ultimi anni (2009/2010 escluso). TIMBERWOLVES UP
UTAH JAZZ: Da un paio di stagioni a questa parte i Jazz non sono più quelli di una volta… Sembrerà ai più, una frase fatta, messa li giusto per riempire uno spazio vuoto, però in casa Utah le cose nel corse degli ultimi due anni sono davvero peggiorate. Dopo la partenza di Boozer (destinazione Chicago, la scorsa estate) hanno seguito a ruota la forte ala statunitense, gli ormai già noti Deron Williams (Nets), AK47 (Kirilenko infatti ad oggi sta preferendo continuare a giocare nella lega russa) ed infine Mehmet Okur, arrivato pochi giorni fa alla corte di D.W. La società ha preferito, e sta preferendo a quanto pare, puntare sui giovani Derrick Favors, Enes Kanter e aggiungerei, anche se ormai al suo quinto anno Nba, Paul Millsap. Intorno a questi giocatori non è che però ci sia proprio il vuoto, anzi in squadra sono presenti giocatori del calibro di Al Jefferson e Devin Harris, che un aiuto in termini di punti ed esperienza in campo lo sanno dare. Resta di fatto che i Jazz però non sembrano più la squadra motivata e combattente di soli due anni fa e molto difficilmente potranno lottare per uno spot ai PlayOff. JAZZ DOWN
Simone Griguol