Beaubois – Wade – Martin / Knicks – Williams – Ford+Rush

Benvenuti ad "HOT & COLD" la sezione dove elenco le cose piu’ "calde" (HOT) e le piu’ fredde (COLD) della serata!

HOT
Rodrigue Beaubois (Mavs)
– Dietro alla vittoria numero 11 consecutiva dei Dallas Mavericks, oltre ai “soliti” nomi, c’e’ quello di un francese chiamato co nla scelta numero 25 allo scorso draft e sinora rimasto ai margini della rotazione (6.2 punti e 1.3 assists in 12.1 minuti).  Al talento d’oltre confine vengono dati i gradi da titolare, ma rispetto alle 13 volte precedenti deve occuparsi anche di sostituire Jason Terry fermo per via dell’infortunio alla faccia. Rodrigue resta in campo per 35 minuti nei quali compila un biglietto da visita per il grande pubblico fatto da 24 punti, 10/17 dal campo, 5 assists e 5 rimbalzi. Al suono della sirena finale i Mavs trionfano 122-116.

Dwyane Wade (Heat) – Miami ha bisogno di una “spinta” in questa parte del campionato per ottenere una qualificazione nei playoffs 2010 dove quattro squadre stanno lottando per gli ultimi 3 posti disponibili. Il “propulsore” degli Heat non può che rispondere al nome di Dwyane Wade. Flash demolisce la difesa degli Hawks chiudendo come l’MVP della partita: 38 punti, 10/25 dal campo, 14/18 dalla lunetta, 10 assists, 4 rimbalzi e 2 recuperi. Miami  trionfa 100 a 94 e riporta il proprio record sopra al 50% (32-31).

Kevin Martin (Rockets) – Martin sta tornando il giocatore visto ai Kings prima dell’infortunio e dell’esplosione dell’ormai ex-collega Tryeke Evans. Sacramento ha deciso di puntare su quest’ultimo, mentre Martin si sta gettando definitivamente il periodo trascorso in California con prestazioni come quella contro i Wolves dove chiude con 25 punti, 9 assists, 4 rimbalzi e 2 recuperi. I texani vincono 112-98. Impossibile, però, non citare i numeri di Scola: 25 punti e 21 rimbalzi.

COLD
New York Knicks
– Per la prima volta dall’All-Star Game Gallinari conclude con una prestazione mediocre (15 punti, 6/8 dal campo, 4 rimbalzi), tuttavia in generale la Grande Mela contrinua ad avere una montagna di difficoltĂ  dopo lo stravolgimento del team con l’arrivo di McGrady. Proprio T-Mac, nonostante i 7 assists,  è il peggiore di tutti con 2 punti, 1/6 dal campo in 24 minuti. Al Harrington lo segue a rutoa con 12 punti in 16 rimbalzi (6/16). La notizia piĂą grave di tutte, però, è che New York al Madison Square Garden incassa una sconfitta di ben 20 punti contro i peggiori di  tutti i ovvero i New Jersey Nets.

Mo Williams (Cavs) – Con Shaq infortunato e James (dopo la mostruosa prestazione di ieri) ai box per riposo tocca ai rimanenti Cavs cercare la vittoria sui Bucks. Se la prestazione di Jamison è impeccabile (30 punti, 11/18 dal campo e 11 rimbalzi) non si può dire lo stesso di Mo Williams che in 34 minuti dipinge un  vero e proprio disastro fatto di 7 punti frutto di 17 tiri (3/17). Sette tentativi vengono fatti da oltre l’arco e appena uno va a bersaglio. Milwaukee vince 92-85.

Ford+Rush (Pacers) – Il reparto di guardie titolari dei Pacers deve rivedere i propri schemi perchè la sconfitta 113-105 riportata per mano dei Suns è per buona parte loro responsabilità. Con Murphy in doppia doppia (19+16), Granger autore di 24 punti, Hibbert ne fa 22 e una panchina complessivamente da 20 punti i due grandi “assenti” sono proprio Ford e Rush. T.J. per segnare 7 punti ha bisogno di 12 tiri mentre a Rush non va tanto meglio con 13 punti frutto di 3/13.

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LBJ – Bobcats – Horford / Wizards – Clippers – Jefferson

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HOT
LeBron James (Cavs)
– Senza Shaq e con Ilgauskas in stand by, arriverĂ  solo fra due settimane, il leader dei Cavaliers deve fare gli straordinari per sconfiggere la squadra di Detroit che incredibilmente chiude il primo quarto avanti 31-22. LBJ, come detto, sale in cattedra con una prestazione magistrale: 16/27 dal campo, 3/7 da oltre l’arco e 5/6  dalla lunetta lo proiettano a quota 40 punti. LBJ, però, è un giocatore completo in ogni reparto e lo dimostra con 13 rimbalzi, 6 assists, 3 recuperi e 2 stoppate.

Charlotte Bobcats – Il rendimento dei Bobcats continua ad essere altalenante, ma quando il team allenato da Coach Larry Brown ha il fattore campo a favore arrivano vittorie del tutto inaspettate come quella di 24 ore fa sui campioni NBA di Los Angeles. Nonostante la squadra di L.A. sia al completo i Giallo-Viola devono chinare la testa alla Cable Arena di Charlote davanti ad una sconfitta di quasi 20 punti (98-83). Il migliore delle “Linci” è Jackson (21 punti, 4 recuperi, 4 assists, 2 rimbalzi e 2 stoppate), ma buone prestazioni arrivano pure da Wallace (17 punti, 10 rimbalzi, 4 assists), D.J. Augustin (12 punti) e Tyrus Thomas (14 punti, 9 rimbalzi, 2 stoppate).

Al Horford (Hawks) – Atlanta incontro Golden State e alla Philips Arena in 48 minuti di partita sono segnati un totale di 249 punti. Il tabellone al suono della sirena finale indica: 127-122, +5 Hawks. Il miglior giocatore di una partita dal punteggio cosi alto è Al Horford che in 38 minuti segna 27 punti e  acchiappa 15 rimbalzi (7 in attacco e 8 in difesa).  

COLD
Washington Wizards
– La formazione della Capitale sbaglia completamente il match contro i Milwaukee Bucks ed i già pochi tifosi presenti al Verizon Center iniziano ad andarsene dopo tre quarti. All’avvio dell’ultima frazione di gioco, infatti, il match è ampliamente nel frigorifero dei Bucks avanti 81-55, +26. Emergono, in negativo, un pò tutti i giocatori degli Stregoni: Foye (8 punti – 3/10 dal campo), Miller (appena 6 punti in 29 minuti) e Singleton (4 punti – 2/11) .

L.A. Clippers – Come i sopracitati Wizards pure i Clippers non hanno alcuna speranza di trionfare sulla squadra di Kevin Durant. Avanti di 10 punti alla fine del primo quarto i Thunder chiudono con quasi 20 punti di scarto: 104-87. Anche qui il disastro non risparmia nessuno e trova i massimi rappresentanti in: Gordon (7 punti – 3/11 dal campo); Davis (6 punti – 2/11), Blake (2 punti – 1/6) e Outlaw ( 6 punti – 2/7).

Richard Jefferson (Spurs) – Se Stojakovic ha da riflettere perchè conclude con 1/10 dal campo e con la sconfitta sulle spalle pure Jefferson, che  si trova sul carro dei vincitori, deve fare un esame di  coscienza.  L’ex-Nets preso individualmente non si puĂą di certo considerare come uno degli artefici del trionfo 102-91. In 26 minuti segna 3 punti, con un inguardabile 1/5 dal campo complessivo.

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Blatche – Nowitzki – Salmons / West – CDR – Jennings

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Andray Blatche (Wizards)
– Limitato dalla presenza di Haywood e Jamison (ora rispettivamente a Clevleand e Dallas) Blatche aveva avuto poche occasioni per esprimersi al 100%. Con la rivoluzione della squadra ora, nei panni di alal forte titolare, non se ne fa scappare una e contro i Nets, provenienti da una vittoria sul campo dei Celtics, si laurea miglior giocatore della partita. Blatche oscura un Jianlian da 20 punti e 19 rimbalzi (probabilmente la miglior partita di sempre del cines) chiudendo con la belezza di 36 punti, 17/31 dal campo, 15 rimbalzi, 4 assists e 2 stoppate. I Wizards battono i Nets 89-85.

Dirk Nowitzki (Mavs) – L’altranno i Mavs sono stati battuti, con sonore sconfitti, al primo turno da parte degli Hornets e l’eliminazione pare aver indelebilmente segnato la formazione Texana. L’ennesimo confronto fra le due squadre, infatti, risulta un massacro per gli Hornets (leggere la parte Cold di West) ed un trionfo per i Mavs ed in particolare il loro leader Dirk Nowitzki. Classe D è a dir poco incontenibile: 14/25 dal campo e 8/9 dalla lunetta gli fruttano un totale di 36 punti ai quali aggiugne 8 rimbalzi e 7 assists.  I Mavs vincono 108-100.

John Salmons (Bucks) – Il “salmone” non ha problemi di adattamento e dopo aver portato i Bulls ai playoffs lo scorso anno adesso cerca di fare lo stesso con i Bucks. Se Jennings è imputabile per la sconfitta 102-106 riportata sul campo degli Hawks, non si può dire nulla a Salmons che con 20 tiri (11/20 – 8/9 dalla lunetta) conclude a quota 32 punti. Senza dimenticarsi i rimbalzi (8) e gli assists (4).

COLD
David West (Hornets) –
Ancora una volta il confronto diretto con Classe D ed i Mavs si tramuta in un incubo per l’All-Star David West che nei suoi 44 minuti conclude con 10 punti, 8 rimbalzi e 6 assists. I numeri sarebbero anche discreti se non si tiene in considerazione la percentuale dal campo. I 10 punti, infatti, sono frutto di 15 tiri (3/15).

Chris Douglas-Roberts (Nets) – Della sua situazione abbiamo parlato recentemente nelle notizie del sito, ma lo stallo con l’allenatore prosegue nonostante CDR venga schierato nel ruolo di titolare. Douglas Roberts, infatti, è distante anni luce dal giocatore visto ad inizio campionato come testimoniano le cifre ottenute in 31 minuti contro i Wziards: appena 4 punti (2/7) e 3 rimbalzi.

Brandon Jennings (Bucks)  – A sbattere contro il “rookie wall” non è solo l’Azzurro Gallinari, ma anche il play fenomeno dei Bucks Jennings sta altelenando prestazioni di medio/alto livello con quelle “inguardabili”. Il match contro gli Hawks appartiene proprio a quest’ultimo genere: 3 punti, 1/5 dal campo di cui 1/3 da oltre l’arco.

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Randolph – Batum – Williams / Celtics – Heat – Knicks

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Zach Randolph (Grizzlies)
– Ceduto lo scorso anno dai Knicks ai Clippers dopo appena 10 partite Randolph, convocato per l’All-Star Game 2010, ritorna al Madison Square Garden dove si “vendica” di D’Antoni e fa scoppiare la polemica nella Grande Mela ( vedere la parte COLD). Per quanto riguarda la “vendetta” Randolph sente la magia del Garden demolendo gli Knicks 120-109 con numeri da assoluto fuori classe: 31 punti, 25 rimbalzi (10 in attacco e 15 in difesa), 2 assists e 2 recuperi. Fondamentale il supporto di Gay (27 punti) e Gasol (25+13), ma per Zach la vittoria ha un “sapore” diverso.

Nicolas Batum (Blazers) – A mettere Ko, 110-91, i poveri Wolves al Target Center di Minneapolis non sono nè LaMarcus Aldridge e tanto meno Brandon Roy, ma il talento d’oltre confine Batum. Nato in Francia, a Lisieux, Batum non ha eguali: 11/16 dal campo, 5/8 da oltre l’arco e 4/4 dalla lunetta  gli fruttano un totale di 31 punti. A questi Nicolas aggiunge una prestazione all-around con 7 assists, 7 rimbalzi e 3 recuperi.

Deron Wiliams (jazz) – I Rocekts senza Ariza si presentano all’Energy Solutions Arena di Salt Lake City con un Kevin Martin a dir poco “on-fire” autore di 32 punti con 13 tiri. Per contrastarlo i Jazz hanno bisogno di un vero condottiero ed è proprio cosi che gioca Deron Williams. L’erede di Stockton, infatti, risponde ai 32 di Martin con 35 punti (13r17 dal campo – 4/4 da olttre l’arco) senza ovviamente dimentcarsi dei colleghi (13 assists). Nel pitturato raccoglie 7 rimbalzzi e Utah vince 133 a 110.

COLD
Boston Celtics
– La sconfitta che non ti aspetteresti mai: Boston (record 36-20 prima della a due) incontrano i derelliti del New Jersey (5-52) con il fattore campo a favore. Il TD Garden di Boston, almeno fino a 12 mesi fa, rappresenteva un fattore da non sottovalutare per i Bianco-Verdi che andavano alla ricerca del back to back. Quest’anno , però, qualcosa sembra essersi “rotto” nell’armonia della squadra e nonostante un KG da 26 punti e 9 rimbalzi i Celtics sono incredibilmente sconfitti di quasi 10 punti (104-96) dai Nets. L’addizione di Robinson, 13 punti con 13 tiri, non cambia le sorti dell’incontro.

Miami Heat – La partita del sabato pomeriggio si trasforma in un vero e proprio incubo per gli Heat  che, come potete leggere nella sezione Love It Live del sito, si arrendono dopo due quarti. Segnando rispettivamente 12 e 14 punti in terzo e quarto periodo al suono della sirena il divario finale è pari a 94-71. Prestazioni da dimenticare per Cook (3/11),  Beasley (14 punti con 11 tiri) e Jones (2/8).

New York Knicks – L’arrivo dei Grizzlies e di un Randolph da 31 punti e 25 rimbalzi fa scoppiare la polemica sui quotidiani della Grande Mela dove si accusa D’Antoni di aver ceduto senza pensarci troppo sia Randolph che Crawford. Con loro due, probabilmente, la squadra sarebbe migliore e potrebbe risultare più interessante per i free-agent in vista dell’estate 2010. Al momento, visto come stanno andando le cose (20-38 per New York), andare contro questo teoria è quasi impossibile.

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Bryant – Dragic – Hamilton / Gallinari – Haslem – Artest

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Kobe Bryant (Lakers) –
Rimasto fermo per circa due settimane, ha saltato pure l’All-Star Game, Mr. 81 ieri sera è tornato in azione contro i Memphis Grizzlies e non poteva fare esordio migliore. Per Kobe, infatti, ci sono un totale di 32 punti (13/19) tre dei quali sono l’ultimo tiro dei Giallo-Viola che sorpassa gli avversari e assicura la vittoria 99-98 a Los Angeles. Oltre ai 32 Bryant vanta 7 rimbalzi, 6 assists e 3 rimbalzi.

Goran Dragic (Suns) – Ai Suns da due anni il suo nome non è molto conosciuto perchè gioca nel ruolo di playmaker dietro a Nash e Barbosa. Con entrambi infortunati, però, Dragic non si lascia scappare la possibilità di mettersi in mostra alla luci della ribalta. Nel trionfo dei Suns sui caldissimi Thunder, infatti, Dragic non passa innoservato con 16 punti, 10 assists e 4 rimbalzi. Il trionfo (104-102) arriva soprattutto per merito di J-Rich e Amare, tuttavia i numeri ottenuti da Goran sono sicuramente degni di nota.

Rip Hamilton (Piston) – L’uomo mascherato è uno dei pochi rimasti dall’era dei Pistons campioni Nba 2004 anche se nel corso dell’attuale campionato ha dovuto battagliare con gli infortuni. Nelle ultime partite, però, Rip è sembrato in grande forma ed a testimoniarlo c’è anche il trionfo sui Kings 101-89. Infatti Hamilton è il migliore della partita con 30 punti frutto di un ottimo 12/20 dal campo, 1/1 da oltre l’arco e 5/5 dalla lunetta.

COLD
Danilo Gallinari (Knicks) –
Forse complice il rookie wall (ricordiamo che Danilo, nonstante si trovi al suo secondo anno nella Lega, non ha mai giocato una stagione intera) o forse l’addattamento agli scambi avvenuti nei giorni scorsi, Danilo sta giocando molto male rispetto a quanto visto sino ad un paio di settimane fa. GiĂ  “Fantasma” contro i Thunder replica una prestazione sotto tono  pure contro i Celtics dove per segnare 6 punti si prende 5 tiri. Nemmeno nel tiro da tre riesce a distinguarsi dato che il tabellino indica 0/3.

Ron Artest (Lakers) – Se Kobe è l’eroe del trionfo allo scadere sui Grizzlies non possiamo dire lo stesso di Ron Ron. In 42 minuti  l’ex-Rockets segna TRE punti con NOVE tiri (1/9 dal campo e 0/4 da oltre l’arco).

Udonis Haslem (Heat) – Il 2006 ed il titolo NBA sembrano distanti anni luce quando si parla di Haslem diventato  quasi impercettibile nella rotazione di Coach Spoelstra. Contro i Wolves prosegue la striscia di brutte prestazioni con 3 punti, 1/5 del campo ed appena 1 rimbalzo.

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