Problema tecnici al sito

Negli ultimi 5 giorni, come qualcuno di voi ha prontamente segnalato, il sito joeiverson.com / joeiverson.net risultava down e quindi senza aggiornamenti.

Il problema è stato riportato all’hosting e speriamo sia risolto in modo definitivo il piĂą in fretta possibile.

Grazie per le segnalazioni e (in ritardo) Buona Pasqua a tutti!

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Chi è Amedeo Della Valle?

Ciao a tutti, mi chiamo Amedeo ed ho 18 anni, nato ad Alba in provincia di Cuneo. Come forse sapete giĂ  mio padre ha giocato diversi anni tra Roma-Livorno-Torino-Pistoia e Vigevano in serie A.

E’ strano a pensarlo ma, mio padre mi ha portato a giocare a calcio come primo sport , questo dice tutto sul fatto che lui non abbia mai messo pressione per farmi giocare a basket. Con il tempo ho cominciato anche a capire ed appassionarmi del mondo della pallacanestro, seguendo soprattutto l’Nba !

Ho giocato tutta la mia infanzia ad Alba nell’Olimpo Basket, allenato da un grande allenatore come Alberto Bogliatto, che è colui che ha mi ha trasmesso cosa potesse essere davvero la Pallacanestro !

A 14 anni mi sono spostato a giocare a Casale Monferrato e……—–> Prossimamente la prossima pagina di Diario Stay tuned with me and with www.joeiverson.com !!

Amedeo-Race your life !

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Aggiornamento salari 23/01/2012

Come anticipato un mese fa  la sezione salari del sito è stata aggiornata.

Attualmente sono presenti roster e stipendi dei  giocatori  Nba al 23/01/2012.

Link alla sezione: Salari 2011/12

Enjoy the game!

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UP&DOWN! SALI-SCENDI! (sesta ed ultima puntata)

Southwest Division

SAN ANTONIO SPURS: Ogni anno che passa si sente parlare degli Spurs come una squadra che avrà qualche difficoltà a far bene come il campionato precedente e tutti gli anni volentieri si viene smentiti da stagioni davvero esaltanti in regular season degli “Speroni”. Vero è però che, nonostante le ottime annate, i giocatori non sempre riescono ad esprimere il loro talento visto che il big three (Parker-Ginobili-Duncan) è  tenuto costantemente sotto controllo dagli avversari e ad esempio lo scorso anno, nonostante la vittoria della Western Conference, i giocatori di Gregg Popovich si sono dovuti arrendere al primo turno contro Memphis (ottava). Anche i due anni precedenti non sono stati dei migliori, dove San Antonio non è riuscita ad andare oltre al secondo (2009/10) e al primo turno (2008/09). Duncan certamente non è più quello di 4-5 anni fa (classe ’76) e Ginobili (classe ’77) soffre sempre qualche acciacco fisico, pur rimanendo entrambi ancora ottimi giocatori. Splitter, Blair e Bonner completano il pacchetto lunghi sicuramente di buona caratura, riuscendo a dare anche qualche minuto in più a Duncan di riposo in panca. Da vedere se Neal, TJ Ford e Leonard riusciranno a fare lo stesso (soprattutto ora che Manu è infortunato).Sarà difficile ripetere una regular season come quella della scorsa stagione (.744) ma magari riusciranno ad avanzare ai playoff dopo il brutto colpo dello scorso anno. SPURS UP

DALLAS MAVERICKS: L’anello raggiunto per la prima volta dai Mavericks nello scorso campionato è una cosa che difficilmente, a mio avviso, si riuscirà a ripetere. In squadra sono arrivati giocatori del calibro di Vince Carter (tagliato dai Suns), Delonte West (free agent) ed in particolare Lamar Odom comprato dai Lakers. La squadra ha però subito parecchie partenze, in particolar modo oltre ai vari DeShawn Stevenson, José Barea e Caron Butler, il vero big partente è stato Tyson Chandler, il centrone che ha permesso alla squadra di Rick Carlisle di esprimere un gioco difensivo molto efficace per le sue qualità a rimbalzo e difensive. Corteggiato dai Knicks però Chandler ha scelto la nuova strada ed i Mavs si sono ritrovati senza il loro centrone in mezzo al pitturato. Cosa strana è che Cuban non ha fatto grandi pressioni per cercare di convincerlo a rimanere in casa Mavs, conoscendo il tipo di persona potremmo dire che la cosa risulta abbastanza strana, pur non essendo Chandler il più forte centro Nba è stato da molti ritenuto il punto della svolta dei Mavs campioni Nba. Gli acquisti di West,Carter e Odom sono sì importanti ma saranno sufficienti a rimpiazzare i partenti? Che Cuban abbia in serbo un colpo di scena per la prossima estate quando un certo Dwight Howard sarà free agent? MAVERICKS DOWN

NEW ORLEANS HORNETS: La partenza di Chris Paul era una delle questioni piĂą “calde” di tutta la lega, se non la piĂą calda. La proprietĂ  piuttosto che perderlo per niente il prossimo anno, voleva cercare di farlo partire prima dell’inizio del campionato, in modo da non subire troppe distrazioni da eventuali rumors. Dopo il no ai Lakers, che avrebbe portato in Louisiana Lamar Odom, Louis Scola e Kevin Martin i “Calabroni” hanno deciso di accettare l’offerta dei Clips che ha portato alla corte di coach Monty Williams Eric Gordon, Al-Farouq Aminu, ed il centro tedesco Chris Kaman. La squadra è rimasta comunque competitiva nonostante la partenza di Paul, che in cabina di regia ha lasciato il testimone ad un ottimo Jarrett Jack (per lui in questo inizio di stagione 17punti e 8,6 assist di media). Anche senza un campione del calibro di Paul gli Hornets saranno in grado di fare bene in questo campionato e anche se magari non riusciranno a raggiungere i PlayOff come hanno fatto negli ultimi anni con Paul e West (altro leader partito per andare ad Indiana,in cambio di niente però, visto che era free agent), hanno creato un buona base per il futuro. Resta però il fatto che con Gordon infortunato gli Hornets ad oggi non riescono a convincere molto. Se per il futuro si può sperare in meglio, il presente è un pò duro, per quest’anno, HORNETS DOWN

MEMPHIS GRIZZLIES: Sarà molto dura quest’anno per i Grizzlies ripetere la stagione 2010/2011, conclusasi con le super semifinali all’ultimo grido contro i Thunder di Durant&Co. (vinta da questi ultimi per 4-3) La prima brutta notizia della stagione arriva da Zach Randolph che dovrà rimanere ai box a causa di un infortunio al legamento collaterale del ginocchio destro, per circa due mesi. La stagione sarà più difficile del previsto nonostante l’inserimento di Dante Cunningham e di un ritrovato O.J. Mayo. I Grizzlies rimangono un team buono anche se le chances di P.O. si sono ridotte di molto. Il team di coach Lionel Hollins rimane uno dei team più giovani Nba e sicuramente darà battaglia a tutte le squadre per cercare l’impresa PlayOff e se comunque non dovesse arrivare, sono certo saranno pronti a rifarsi il prossimo anno. GRIZZLIES DOWN

HOUSTON ROCKETS: Dopo il prematuro ritiro di Yao Ming dovuto alle sue condizioni fisiche, i Rockets non hanno perso tempo per cercare di rimpiazzare il centrone cinese. L’arrivo di Samuel Dalembert di certo non basterà per cercare di far dimenticare il forte centro classe ’80, ma dà comunque alla squadra un po’ di profondità alla panchina. L’arrivo di Goran Dragic, se riuscirà a confermarsi ai livelli di Phoenix è certamente un buon cambio dalla panchina e porterà ottimi minuti di riposo nel settore piccoli. Per i Rockets quest’anno sarà un po’ un anno di transizione e molto difficilmente li vedremo nella parte di stagione che conta (PlayOff). Chissà che nel mercato estivo non possa arrivare il vero sostituto di Yao, che in molti a Houston sperano di poter tifare. Il record della scorsa stagione (0.524) difficilmente sarà ripetibile anche se il trio Lowry-Martin-Scola ha dimostrato di saper far molto bene il suo “lavoro” . ROCKETS DOWN

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UP&DOWN! SALI-SCENDI! (quinta puntata)

Pacific Division

LOS ANGELES CLIPPERS: Se i fans dei Clippers nel corso degli anni si potevano lamentare per lo scarso impegno della dirigenza nell’organizzare una squadra competitiva e talentuosa che potesse, non dico tanto raggiungere le finali Nba, ma per lo meno tentare di puntare ai PlayOff, quest’anno i tifosi rosso-blu non potranno di certo essere scontenti. Con gli acquisti di Chris Paul, Chauncey Billups e Caron Butler i “Velieri” sono andati a completare uno starting five (con Blake Griffin e DeAndre Jordan) davvero molto interessante, che possa puntare dritto ai PlayOff. Per una volta pare proprio che la stagione non debba terminare ad aprile, ma che finalmente possa andare anche oltre. Le chances di migliorare il record ai PlayOff ( ad oggi i Clips sono approdati solo due volte ai playoff, non andando mai oltre al secondo turno) sembrano piuttosto buone e salvo stravolgimenti, la squadra dovrebbe avere proprio quello nel mirino. Se i cambi dovessero essere all’altezza per poter far rifiatare le prime linee, (su Mo Williams non si discute) i Clips potrebbero spingersi anche oltre alla semplice apparizione ai P.O. L’ultimo acquisto della società, Reggie Evans, dovrebbe riuscire infatti nell’intento di portare un maggiore apporto difensivo in fase di cambi nel settore lunghi, per poter completare la squadra, anche se sembrano mancare un po’ di centimetri sottocanestro.  Ad ogni modo, non possiamo che dire CLIPPERS UP

GOLDEN STATE WARRIORS: La dirigenza Warriors è, come tutti gli anni, una delle più attive sul mercato. Con un buon roster di partenza (in particolar modo il duo Ellis-Curry) i “Guerrieri” stavo cercando di rinforzare in particolar modo il reparto lunghi, dove negli ultimi anni ha sofferto sempre, anche a causa dei molteplici infortuni. La ricerca nello spot di centro era ricaduta su DeAndre Jordan, che però restricted free-agent è stato rifirmato dai Clippers. Visto che il mercato di quest’anno, tra la breve durata (con annessa ripatenza del campionato nel giro di sole due settimane) e la scarisità di possibili giocatori che potevano spostare gli equilibri di una squadra, la scelta alla fine è ricaduta su Kwame Brown, non un centro d’eccellenza ma comunque un giocatore discreto e di buona esperienza (decima stagione in Nba per lui). Inoltre, da segnalare, gli arrivi di Brandon Rush. (Indiana), Dominic McGuire (Charlotte) ed il rookie Klay Thompson, sono andati a coprire gli ultimi “buchi” nel roster, dando maggiore profondità alla panchina di coach Mark Jackson. WARRIORS UP

LOS ANGELES LAKERS: Quest’anno pare che a Los Angeles i Lakers dovranno sudare un bel po’ per poter stare davanti ai “cugini” Clippers. Se sulla sponda rossoblu son arrivati grandi nomi, in casa gialloviola i grandi nomi sono stati quelli dei partenti, o meglio del partente Lamar Odom. Infastidito dal possibile scenario di trade che poteva portarlo via da Los Angeles, facendo arrivare Chris Paul (poi finito ai Clippers), Lamarvelous ha espressamente richiesto alla dirigenza di essere ceduto, cosa avvenuta nel giro di pochi giorni, destinazione Dallas, in cambio di un ammontare di soldi che si aggira attorno ai 9 milioni di dollari. La cosa che a molti risulterà strana è proprio quest’ultima, ossia che non sia arrivato nessuno in cambio, probabilmente per far spazio nel salary cap, in vista della prossima estate, anche se al momento non si vocifera nulla di particolare. Unica nota positiva è che Josh McRoberts, potrà trovare più spazio di quello che si potesse aspettare e magari riuscire a confermare la buona stagione terminata ad Aprile, ad Indiana e la dirigenza LAL pagare 8,9 milioni in meno di luxury tax. Inoltre le vicenda legate al divorzio in casa Bryant, di certo non affievoliranno le luci sui Lakers, che saranno “distratti” dai media ancora di più. LAKERS DOWN

SACRAMENTO KINGS: Sacramento si conferma una delle squadre più giovani ed imprevedibili del campionato Nba. Anche quest’anno i Kings avranno un team composto da un gran numero di giovani. Tra i più noti troviamo sicuramente l’idolo di casa Tyreke Evans ed il sempre più conosciuto DeMarcus Cousins, non solo per le buone prospettive di crescita ma anche per le ultime notizie che lo vedevano in contrasto (o così si vociferava) con la dirigenza dei “Re”. Gli arrivi di John Salmons e di Travis Outlaw sono stati mirati per tentare di “invecchiare la squadra e portare un po’ di esperienza alla corte di coach Keith Smart (Westphal infatti è stato licenziato pochi giorni fa). Si prevede per loro un altro campionato di transizione, ma nonostante ciò si spera anche di vederli maturare per riportare alla ARCO Arena quelle sfide di prima classe che tanto mancano ai tifosi. La dirigenza ha deciso di costruire un team che possa crescere nel tempo ma per quest’anno sarà quasi impossibile riuscire a vedere i Sacramento Kings approdare ai PlayOff, se le carte in gioco rimarranno queste nei prossimi anni ci sarà da divertirsi, e magari riusciranno a tornare ai P.O. anche in un futuro non troppo prossimo. Al momento però non possiamo che elogiare il progetto e aspettare le stagioni a venire. KINGS UP

PHOENIX SUNS: A Phoenix negli ultimi 5 anni si erano abituati bene. I Suns erano con Nash, Stoudemire, Diaw e Marion una delle squadre più talentuose della lega. Nel corso degli ultimi due anni, le scelte (discutibili) della dirigenza hanno portato al disfacimento dei “Soli” di cui l’ultimo reduce della “vecchia guardia” è il solo Steve Nash. Per la prima volta dopo diversi anni la squadra di Alvin Gentry non è approdata ai PlayOff ed in questo mercato “natalizio” Nba di preseason l’unico vero colpo tentato è stato l’arrivo di Michael Redd, più una scommessa che altro visto gli ultimi campionati, dove il giocatore ex Milwaukee è sceso sul parquet dal 2008 al 2011 rispettivamente 33, 18 e 10 volte (per due volte infatti si è rotto legamenti del ginocchio sinistro). Non di certo un giocatore affidabile, dal punto di visto della condizione fisica e probabilmente anche fragile psicologicamente. L’altro acquisto arriva diretto dai Lakers, dove il free agent Shannon Brown ha deciso di cercare di ritagliarsi uno spazio maggiore (visto che ai Lakers aveva davanti un certo Bryant). Decisamente un buon giocatore dalla panchina anche se probabilmente i Suns avrebbero bisogno più di uno starter che di un sesto uomo. SUNS DOWN

Simone Griguol

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